• Il podere

     10,00
    Il romanzo, assieme Con gli occhi chiusi e Tre Croci fa parte della trilogia sull'inettitudine di Federigo Tozzi.
  • La trappola

     10,00
    Pubblicato per l’ultima volta nel 1934 dai Fratelli Treves, il romanzo di Delfino Cinelli è caratterizzato da uno stile rapido ed efficace che fu apprezzato da critica e pubblico.
  • La grazia

     10,00
    Pubblicato nel 1911, vincitore del Premio Rovetta, La grazia di Vincenzo Gerace è un romanzo di matrice autobiografica che, come scrisse Giuseppe Antonio Borgese, sembra l'opera di “uno che ha letto molte volte l’Inferno dantesco”.
  • Romanzo di matrice autobiografica di Federigo Tozzi dal quale, nel 1994, Francesca Archibugi ha stato tratto l'omonimo film. Assieme a Tre Croci e Il podere fa parte della trilogia sull'inettitudine.
  • Eldorado

     10,50
    Un romanzo profetico e di grande attualità che permette di riscoprire Guglielmo Anastasi, scrittore a molti sconosciuto.
  • Padre Sergio

     10,50
    Frutto di una lunga genesi l’opera di Lev Tolstoj fu pubblicata postuma, e censurata, a Mosca nel 1911. Il testo completo, diviso in capitoli, venne dato alle stampe a Berlino l’anno successivo.
  • Maria Zef

     11,00
    Un capolavoro di Paola Drigo poco conosciuto sulla realtà contadina dell’inizio del secolo scorso. Un romanzo che all’epoca fece scandalo.
  • Pubblicato dai Fratelli Treves nel 1921, è uno dei romanzi meno noti di Grazia Deledda ma, non per questo, può essere considerato un’opera minore.
  • Pubblicata nel 1897 dall’editore catanese Niccolò Giannotta, l’opera si stacca dalla produzione italiana dell’epoca con sperimentazioni letterarie e idee innovative indicate dalla critica quali antesignane della fantascienza.
  • La spiaggia

     11,00
    https://youtu.be/jG3jv7sYdxA
  • La prima indagine del commissario De Vincenzi, capostipite del Giallo Italiano. A lui, tra il 1974 e il ’77, la Rai dedicò due serie televisive di grande successo con Paolo Stoppa nei panni del protagonista.
  • Olocausto

     12,00
    Un libro, come tutti quelli di Alfredo Oriani, in cui la realtà viene descritta con durezza, senza eufemismi. Una storia traboccante di orrore, ma anche di pietà... Ignorato dal pubblico e dalla critica, solo a pochi mesi dalla morte l'autore godette di una certa fama grazie al giudizio favorevole di Benedetto Croce in un saggio del 1908.

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